Avetrana non è Hollywood. E’ Cinecittà.

Pubblicato: 8 novembre 2010 da Ro Bianchin in Editoriali della settimana


Da quando Misseri, lo zio più contestato d’Italia, ha ammesso l’omicidio della piccola Sarah, quando sento parlare di Avetrana (piccolo buco di culo del mondo, ad oggi una delle mete più gratificanti ed edificanti proposte dai Touring Club) mi giro dall’altra parte, infilo le cuffiette dell’iPod, esco a fumare una sigaretta.

Mentre queste righe vengono spedite nell’etere informatico, il suddetto Misseri aggiorna il suo chilometrico curriculum inserendoci la “chicca del giorno”: non è lui, l’assassino.

Lui, mentre la figlia Sabrina (altro stinco di santa su cui sarebbe possibile costruire un centro commerciale di congetture) uccideva la ragazzina, dormiva.

Poi, sostiene, una volta sveglio ha pensato di farsi un caffettino e di profanare il corpo della nipote.

Così, tanto per cambiare e per una volta variare un po’ il peraltro triste panorama offertogli dalla moglie Cosima.

“Non ho ucciso io, Sarah. L’ha uccisa mia figlia. Io dormivo.”
Come sempre ho appreso di questo aggiornamento da Twitter e da ciò di cui parlano i miei contatti.

C. mi ha dato uno spunto su cui, per una volta, ragionare parlando di quel suddetto buco di culo del mondo.

“Di che materiale sono fatti gli uomini? Come si fa ad abusare di un cadavere?” – si chiede, mandando nella rete il suo interrogativo muto e – grazie alla retorica –

probabilmente aspettandosi nessuna risposta.

Ti rispondo io, C., e ti rispondo qui.
Non so di cosa siano fatti gli uomini.

Probabilmente – azzardo – sono fatti di terra, acqua, sale, zucchero, sudore e ferro, sangue e Cocacola, sigaretta, caramella al limone, sogni interrotti, libri di scuola, targhette di metallo, legno vecchio, segatura tra i capelli e farina di mais, rossetto, sperma, mandarini e noci, scarpe, aspirazioni e grida e risate (rotte, sadiche, divertite, serene, soddisfatte, fai tu), fino al silenzio.

Gli uomini sono fatti di tutto questo.

Misseri, invece, no.

Perchè non è un uomo, colui che profana un cadavere.

Non è un uomo, SOPRATTUTTO, colui che  – padre! – spinge le accuse sulla figlia. (Lui dormiva.)

Non può essere uomo il padre che cerca di liberare sè stesso a discapito della figlia. (Lui dormiva: addirittura sognava!)

Perciò, caro C., credo di poterti dire di che siano fatti gli uomini. Ma di che sia composto Misseri, questo, proprio lo voglio ignorare.

Infilo le cuffie dell’Ipod, e auguro Buona Settimana a tutti voi, bastardi.

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