Gli alieni sono tra noi.

Pubblicato: 9 aprile 2011 da Ro Bianchin in Editoriali della settimana

Qualche tempo fa mi è capitato tra le mani un vecchio libro dei Guinness World Records – sezione Videogiochi – del 2008.

Avendo più o meno finito le scorte di tutto ciò che di leggibile avevo in casa (passando anche dal retro delle confezioni della pasta Barilla e attraversando il limbo delle etichette dei prodotti per la pulizia del bagno) non avevo trovato altro che il suddetto librozzo, e così vi avevo buttato un occhio.

Meglio sarebbe stato se non l’avessi fatto.

Lo so, lo so.

Chi ha letto il mio blog (futuro libro delle edizioni Aliberti, lassatemelo dì) sa che un’azione del genere a me porta solo guai.

Più o meno, è stato come infilare un coltello rovente in un bel panetto di burro appena tirato fuori dal frigo.

Sssssssssshhhhhhhttt…. fusione garantita.

Spizzicando a destra e sinistra, sono arrivata a pagina 86 e poi non ho retto più: il faccino innocente di tale “Lil Poison“, al secolo Victor de Leon III, classe 1998 per due occhioni lucidi montati su un viso sudamericano, mi ha attirato come una mosca al miele.

Nel 2008, epoca in cui fu redatto il libro che ho tra le mani, il decenne Lil Poison aveva rilasciato un’intervista da brivido da cui è emerso che:

– a due anni ha incominciato la “carriera” di videogiocatore

– a quattro anni ha partecipato alla sua prima gara

– a sei anni, reclutato dalla Major League Gaming, ha ottenuto il suo primo sponsor diventando il più giovane “giocatore professionista” (e qui scatta l’ossimoro) del mondo

– il padre e lo zio (meglio noto sul circuito di gaming on line come “Poison”) avrebbero bisogno di qualche anno di ripetizioni di pedagogia dalla terribile Tata Lucia di SoS Tata, possibilmente ammanettati al termosifone e costretti a tenere il televisore spento per l’intera durata del trattamento.

Lil Poison, infatti, deve il suo successo proprio ai costanti “allenamenti” frutto di ore e ore di “impegno” di babbo e zio.

A cosa ha portato una simile crociata stakanovista? Semplice.

Loro avrebbero bisogno di ripetizioni di puericultura.

Lil Poison le dà di Halo Tre.

Esatto, signori.

Il pargolo si permette di guadagnare dollarazzi smanettando davanti alla consolle e gridando in cuffia suggerimenti a chi prende lezioni da lui, il Maestro.
Il padre, ‘sto impunito, è anche convinto che il piccino diventerà milionario entro i diciotto anni.

Ancora non è chiaro se si tratti dell’età anagrafica del pupo, o del tempo di reclusione in galera che aspetta papà.

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