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E BASTA CON ‘STO PISELLO!!!!!!!!!!!!!!!!!

Pubblicato: 1 febbraio 2011 da Lionwolf - Exehicks in Pan comune, mezzo gaudio.
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giovedì 20 gennaio 2011: entra la solita vecchia rugosa e stitica che, nei giorni positivi, amabilmente chiamo “Belfagor”.
“BONGIORNOOOOO.Che mi dà un etto di quegli amaretti??” – indicando col dito ritorto.
“Certo signora. Prego. Arrivederci.”
………
venerdì 21 gennaio 2011: torna Belfagor, corrucciata.
“BONGIORNOOOOO. Mi dia qualche amaretto. Ma non di quelli di ieri, che tenevano dentro i… i… come si dice? Tenevano dentro IL PISELLO, ecco!”
“Il pisello, signora?? Ma che pisello? Il pistacchio!”
“EEEH, E’ lo stesso. QUELLA ROBA LI’ che non mi piace. Me ne dia due etti.”
“Prego. Arrivederci.”
……………………………………
lunedi 24 gennaio: il ritorno di Belfagor. Stavolta incazzata.
“BONGIORNOOOOO. L’altra volta mi ha ridato gli amaretti con dentro il… con dentro il… il…iiiiiil….”
“Il pistacchio, signora?”
“NO! Non quello, l’altro!”
“Beh, signora, glie l’ho detto che li ho solo al pistacchio!”
“Eh, MA A MMME non PIACE il…il… Ma come si dice, iiiiil….???”
“Il pistacchio, signora. Il pistacchio, si dice.” – inizio a fumare di rabbia.
Belfagor incalza.
“VaBBENE. Me ne dia due etti, allora.”
“Due etti. Prego. Arrivederci. Grazie.”
……………………………….
giovedi’ 27 febbraio. Inizio a sognare Belfagor nuda, mentre si crogiola in una vasca da bagno piena di amaretti al pistacchio.
E non è una bella cosa.
“BONGIORNOOOO!”
“Buondi’, Belfa…hem, signora.”
“Vorrei due etti di quegli amaretti là, quelli che non mi piacciono… Quelli che hanno dentro il …il… iiiiiiil????”
Cieco di rabbia, esplodo.
“SIGNORA!!!!!! LA VOGLIAMO FINIRE COL DIRE CHE NEI MIEI AMARETTI C’E’ DENTRO IL PISELLO???????????????????! Vogliamo iniziare a chiamare le cose col giusto nome, eh??! Eh??
E ALLORA, PER DIO, LO CHIAMI COL NOME GIUSTO! NON SI DICE “PISELLO”!
SI DICE “CAZZOOOOOOOOOOO!!!!!”



Mai piu’ vista.

Il primo cliente non si scorda mai.

Pubblicato: 17 novembre 2010 da Lionwolf - Exehicks in Pan comune, mezzo gaudio.
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Sicuramente l’ha detto anche Ruby, appena intascati i soldoni, ma anche nel mio caso si è trattato di un evento memorabile.
Intanto mi presento: Lionwolf, licantropo di professione e -a tempo perso – commesso in una panetteria/salumeria da più di un lustro.
Questa storia, come molte altre, comincia così…

Sono li’, col mio camice nuovo di zecca e il cappellino storto in testa. Tutto va bene finchè non sento il campanellino della porta suonare. Una cliente sta entrando. Agghiacciato come un coniglio davanti ad una Maserati in corsa, deglutisco mezzo litro di saliva e pronuncio malamente un saluto.
Una signora elegante si avvicina al banco della frutta.

“BUONGIORNO. MI DA’ QUALCHE FRAGOLA, PER CORTESIA?”
“Certo, signora.”
La signora ne tocca un paio con la punta dell’indice.
“SENTA, MA… DA DOVE VENGONO, QUESTE FRAGOLE?”
“Ehm… mi faccia leggere sulla confezione… Vengono dalla Spagna, signora.”
La signora fa un salto all’indietro.
“AAAAH, NO! A CASA MIA, SOLO ROBA ITALIANA!”
Io rabbrividisco.
“Oh.. mi spiace, sono spagnole…”
“BENE, ALLORA MI DIA DELLE BANANE.”

Certo signora. Le famose banane di Casale Monferrato, sicuramente.
Nate, cresciute e raccolte a 10 chilometri da qui. Chiaro, no?

Autentica banana italiana, frutto nostrano.

Il frutto nostrano per eccellenza: la banana italiana!