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L’infame

Pubblicato: 6 novembre 2010 da zakk83 in Uncategorized

Carissimi buongiorno. Non mi presento perchè di chi sono io non frega un cazzo a nessuno, nè tantomeno di ciò che scriverò per mio diletto e mio godimento.

Vi parlerò oggi di una sotto-specie (nella fattispecie sia in senso dispregiativo che tassonomico) della razza umana. L’infame.

Egli è maestro nel mimetismo, si imbosca gaudente nel più nutrito sottobosco, e caccia. Ma la sua caccia è estremamente meticolosa. Non punta il suo bersaglio, ma punta il suo COMPAGNO… Conosce e riproduce ogni tipo di verso animale, e di travestimento, egli, subdolamente, non veste sè stesso come la pecora tra le pecore, ma la sua naturale evoluzione, lo porta a travestire addirittura da pastore, simula esperienze, simula accenti e simula persino emozioni.

Egli è infido, vigliacco e spesso riesce nell’intento di neutralizzare il compagno della sua preda, fingendosene il pastore, la guida, il migliore amico, il taccolino sotto la sedia che non te la fa ballare, il fazzolettino di carta quando starnutisci, i 50 centesimi per il caffè, l’ultima sigaretta.

E poi ti tromba la fidanzata.

Già, se fosse un maledetto cannibale, pazienza, ti avrebbe straziato le carni, ucciso e mangiato. Così invece no, ti lacera le carni e l’anima senza lasciare ferite o cicatrici, senza far cadere una goccia di sangue.

Ma molte lacrime, quelle sì.

L’infame ha un super-potere, quello di riuscire a tradire al quadrato, tradito dal (presunto o siffatto tale) migliore amico, e dalla fidanzata, che il più delle volte ingenua, giovane e di virginali (magari) attese si fa convincere che egli sarà certo meglio del poveretto di turno, avendoci l’infame vissuto a stretto contatto ne conosce le debolezze, e pertanto finge di non possederne.

A tuttoggi l’infame vive come specie protetta, ma si crede che il karma punisca.

E la stagione della caccia forse un giorno aprirà, si riproducono troppo in fretta.

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