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Ciao, sana, vecchia cattiveria

Pubblicato: 21 gennaio 2011 da motherbrave in Sorcietà.
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Inizio l’anno in un mood nostalgico.

Mi ricordo delle mie scuole elementari, quando ero una bambina curiosa, esuberante, prepotente, permalosa e felice. Ho ricordi di cose emozionanti che i miei figli non vivranno mai. Per esempio le corse in bicicletta, in discesa, senza casco, paracolpi, catarifrangenti, luci di posizione, airbag. Oppure le arrampicate sugli alberi, senza che nessuno stesse sotto per prendermi, senza reti di protezione, senza norme iso 9001 e senza pagare un biglietto. Mi ricordo la violenza dei cartoni animati, l’angoscia esistenziale che suscitavano Candy Candy e Remi, l’eterna lotta tra il bene e il male. Un male spietato, che uccideva, sparava, picchiava, squartava. E mi ricordo anche la crudezza della vita e dei rapporti con gli altri. Quando prendevi in giro la bambina andicappata che era in classe con te, quando, se volevi insultare qualcuno, gli dicevi che era mongoloide, quando, se uno era grasso era ciccione e basta, e non “affetto da problemi di tiroide”. I negri erano negri. Gli spazzini erano spazzini e le bidelle erano bidelle.

Però. Però con quella bambina andicappata ci giocavamo tutti, e al ciccione non lo guardavamo con pietà, e i negri attiravano la nostra attenzione perché avevano un colore della pelle diverso dal nostro, ma finiva lì. E gli spazzini pulivano le strade e le bidelle pulivano i banchi.

Oggi si va in bici dopo aver seguito un corso di formazione specializzato, al posto degli alberi ci sono i parchi avventura, i cartoni animati sviluppano le competenze linguistiche e di apprendimento, gli andicappati sono diversamente abili, i bambini “con la tendenza all’adiposi” sono seguiti da un nutrizionista, i negri sono neri, gli spazzini sono operatori ecologici e le bidelle sono operatrici scolastiche.

E la gente è sempre più stronza. Come ve lo spiegate?

Ecco cosa succede quando si cambia il lessico per seguire la moda del politically correct, senza preoccuparsi della sostanza. Quando tutto si riduce alla superficialità delle definizioni, senza considerare più la componente umana. Quando l’ipocrisia vince sulla trasparenza. Quando i Teletubbies vincono sull’Uomo Tigre, che con loro ha perso il suo unico incontro.